Gli Strumenti della Banda

 

Una banda musicale, o semplicemente banda, è un'orchestra priva degli strumenti ad arco, formata quindi esclusivamente da fiati e percussioni. L'assenza degli archi è compensata dall'impiego di strumenti a fiato normalmente estranei all'orchestra sinfonica, come i flicorni, o dall'uso massiccio di strumenti a fiato costruiti in diversi "tagli", come vari tipi di clarinetto e di sassofono. Ormai il concetto di "banda" come insieme di fiati non professionale, legato quindi alla musica amatoriale, non è più accettabile, merito degli apporti della musica americana e dell'atteggiamento professionale delle nuove generazioni di musicisti a fiato. Si può dunque ormai affermare che esistano due tipologie di orchestra: quella "tradizionale" e quella "per fiati". Del resto, nei conservatori è da molto tempo possibile conseguire il diploma in Strumentazione per banda. In Italia, fino al 1860, non esistevano bande con l'organico predefinito e solamente lo stato Pontificio possedeva qualche banda che lavorava a tempo pieno, mentre altrove le bande civili suonavano per lo più in occasioni speciali, quali nozze e ricevimenti di sovrani. Nel 1865, in un congresso musicale effettuato a Napoli, venne accolto il progetto di Brahamp che distingueva la bande dalle fanfare. Nel 1901 il maestro Alessandro Vessella, a Roma, portò avanti una riforma che fu accolta favorevolmente anche all'estero e che prevedeva un'unica partitura divisa per gruppi: a bocca, ad ancia, ottone chiaro, ottone scuro, percussione. Nello specifico:
- a bocca: Flauto
- ad ancia (semplice o doppia): Clarinetto, Sassofono, Oboe, Fagotto
- ottone chiaro: Tromba e Trombone
- ottone scuro: Corno e Flicorni
- percussione: strumenti a percussione in genere

Il Flauto Traverso
L'Ottavino
Il Flauto Dolce

Strumento a fiato tubolare nel quale il flusso d’aria è indirizzato dall’esecutore contro uno spigolo, in modo che quest’ultimo funzioni come generatore di pulsazioni che si trasmettono alla colonna d’aria contenuta nel tubo, producendo un suono di altezza determinata. Lungo il tubo possono essere inoltre aperti fori, in modo da produrre note di diversa altezza. Nei flauti traversi, come negli strumenti tipici dell’orchestra occidentale, nell’indiano bansri e nel cinese di, l’imboccatura (boccola, o bocca) è ricavata direttamente nel tubo. Nei flauti a imboccatura terminale il foro d’apertura è posto all’estremità del tubo (come nell’arabo ney). In altri flauti, come nel penny whistle, nel flauto diritto, e nell’ocarina, l’imboccatura è caratterizzata da una stretta fessura che conduce il fiato contro il bordo dell’apertura del tubo.
Il Flauto Traverso, il tipo più diffuso oggi nella cultura occidentale, era conosciuto in Cina già nel 900 a.C. Intorno al 1100 d.C. raggiunse l’Europa, dove venne utilizzato in ambito militare nelle zone di lingua tedesca. Da qui nacque l’antico nome di flauto tedesco per il flauto traverso. Famiglie di flauti, comprendenti taglie dal soprano al basso, furono suonate nel XVI e XVII secolo nell’ambito della musica da camera. Costruiti in un unico pezzo, questi flauti possedevano un corpo cilindrico e sei fori d’apertura lungo il tubo. Il flauto fu ridisegnato verso la fine del XVII secolo dagli Hotteterre, famiglia francese di musicisti e costruttori di strumenti a fiato. Essi costruirono gli strumenti in tre sezioni con cameratura conica, aggiungendo una chiave per facilitare la diteggiatura. Questo strumento poco alla volta, a partire dal tardo Settecento, sostituì il Flauto Dolce nell’ambito orchestrale. Vennero inoltre aggiunte gradualmente altre chiavi. A partire dal 1800 il flauto era fornito comunemente di quattro chiavi, che nel corso del secolo divennero otto.
Nel 1832 il costruttore di flauti tedesco Theobald Boehm creò un nuovo tipo di flauto a cameratura conica, e nel 1847 ne brevettò un tipo a tubo cilindrico, che divenne poi il modello più utilizzato di flauto fino ai giorni nostri. Questo strumento è costruito in metallo o in legno; possiede tredici o più fori controllati da un sistema di chiavi e un’estensione di tre ottave più un tono, a partire dal do centrale. Altri flauti sono l’Ottavino, intonato un’ottava sopra al flauto ordinario, di timbro penetrante e tagliente è lo strumento più acuto dell'orchestra, il Flauto Contralto, solitamente intonato una quarta sotto al flauto ordinario e il Flauto Basso, intonato invece un’ottava sotto. Il flauto possiede un suono leggero e rotondo ma corposo e robusto nel registro grave, e non eccessivamente penetrante. Per questo motivo è utilizzato per alcuni assoli di particolare atmosfera, come nell’apertura del Prélude à l’Après-Midi d’un Faune di Debussy. Il registro più acuto del flauto, e di conseguenza anche l’ottavino, è decisamente penetrante e può essere sentito in qualsiasi tipo di scrittura orchestrale. In questo ambito è spesso utilizzato in passaggi che prevedono il tutto orchestrale, raddoppiando sovente la parte dei violini.

Il Clarinetto
Il Clarinetto Contralto
Il Clarinetto Basso

Strumento, con cameratura cilindrica, padiglione svasato e ancia semplice. I clarinetti moderni sono costruiti in ebano e a volte in plastica; possiedono 20 o più fori sul tubo, chiusi direttamente dalle dita dell’esecutore o tramite chiavi per ottenere note di differente altezza. Il clarinetto possiede un timbro dolce e mellifluo ed è uno strumento capace di notevoli agilità, particolarmente nell’esecuzione di scale e arpeggi. Lo strumento possiede inoltre una notevole possibilità di escursione dinamica.
La taglia più diffusa del clarinetto è il soprano in si bemolle che ha un’estensione di circa tre ottave e mezzo: la nota più grave è il re (scritta mi) sotto il do centrale. Nel salto d’ottava, che si ottiene azionando una chiave portavoce e per mezzo di una maggiore pressione nell’emissione dell’aria, l’intervallo prodotto è di una dodicesima, a causa della mancanza delle armoniche pari, e non di un’ottava come avviene negli strumenti come i flauti e gli oboi. Altre taglie meno comuni di clarinetto sono quelle di soprano in la (un semitono sotto il si bemolle); di soprano in mi bemolle (una quarta più acuto); di basso (un’ottava più grave del soprano in si bemolle); e di contrabbasso (un’ottava sotto il basso). Il Corno di Bassetto è un clarinetto alto intonato in fa sotto il si bemolle. La musica per tutte le taglie dei clarinetti è scritta come se fosse destinata ad uno strumento intonato in do: in un clarinetto in si bemolle una nota scritta corrispondente ad un do suonerà sullo strumento come un si bemolle. Gli esecutori possono così agevolmente cambiare strumento senza dover cambiare ogni volta la diteggiatura. La denominazione clarinetto in si bemolle non indica la nota fondamentale emessa dallo strumento, ma il tipo di notazione utilizzato, contrariamente a quanto avviene negli strumenti come il trombone o la tuba.
Il Clarinetto fu inventato intorno al 1700 dal costruttore di flauti tedesco Johann Christoph Denner a partire da uno strumento precedentemente diffuso, lo chalumeau. Dopo il 1840 furono sviluppati due nuovi e complessi sistemi di chiavi e diteggiatura: il sistema Boehm, utilizzato in molti paesi e brevettato nel 1844 dal costruttore francese Auguste Buffet, che adattò il sistema inventato per il flauto dal costruttore tedesco Theobald Boehm; e il sistema del costruttore belga Eugène Albert sviluppato intorno al 1860 e meno diffuso del precedente.
I clarinetti furono introdotti in orchestra a partire dal 1780. Fra le prime composizioni che prevedono partiture per clarinetto possiamo ricordare una ouverture per due clarinetti e corno (c. 1742) di George Friederich Händel e il concerto per clarinetto (1791) di Wolfgang Amadeus Mozart. In orchestra lo strumento non assunse ruoli solistici di particolare rilievo fino alla metà del XIX secolo, se si escludono alcune pagine di Schubert (nell’Incompiuta) e di Weber (nel Franco cacciatore). Con Brahms e Cajkovskij il clarinetto raggiunse maggiore importanza in ambito orchestrale. Nel corso del XX secolo compositori come Bartók e Ravel hanno frequentemente utilizzato il clarinetto a causa della sua notevole estensione e della straordinaria agilità nei passaggi solistici, e anche come strumento di raddoppio di altri strumenti soprani. Il Clarinetto Basso, o Clarone, realizza l'ottava bassa del clarinetto ordinario in si bemolle.
La canna è di legno ma termina in un padiglione di metallo, conico e ricurvo, che ricorda quello di alcuni strumenti della famiglia dei sassofoni.

Il Clarino

Nei secoli XVII e XVIII, genere di tromba, con estensione dal sol3 al do5, che produceva i suoni armonici nella regione acuta.
Il termine viene spesso erroneamente usato come sinonimo di clarinetto.

L'Oboe
Il Corno Inglese

Strumento a fiato ad ancia doppia con corpo in legno e una stretta cameratura ad andamento conico. L'Oboe fu inventato dai musicisti francesi Jean Hotteterre e Michel Philidor intorno alla metà del XVII secolo, modificando la più potente bombarda (lo strumento ad ancia doppia allora maggiormente diffuso) utilizzata generalmente per esecuzioni all'aperto. L'oboe di Hotteterre e Philidor, detto hautbois (che in francese significa "legno alto", o "forte") aveva una cameratura più stretta di quella della bombarda, un corpo in tre pezzi in luogo di uno e un'ancia più piccola. Dal XVIII secolo, molte orchestre cominciarono a utilizzare una coppia di oboi. I primi strumenti di questo tipo possedevano sette fori di diteggiatura e due chiavi. Nel corso del Settecento cominciarono a diffondersi i modelli a quattro chiavi. Nel secolo successivo furono aggiunte altre chiavi, che raggiunsero le 15 e oltre; inoltre furono ridisegnati i fori di diteggiatura e la cameratura. Gli oboi della scuola francese, i più utilizzati ai nostri giorni, possiedono una cameratura piuttosto stretta e un suono assai penetrante. Gli strumenti di scuola tedesca, usati oltre che in Germania, a Vienna e nelle zone culturalmente legate a questa città, hanno un suono più dolce e una cameratura più larga. L'estensione dell'oboe moderno è di due ottave e mezzo a partire dal si bemolle sotto il do centrale. Händel, Haydn, Mozart, Beethoven, Schumann e Nielsen sono alcuni dei compositori che hanno scritto lavori nei quali l'oboe è protagonista.
Il Corno inglese (identico all'oboe per meccanismo, è costruito con un tubo più lungo e più grosso, con bocchino leggermente incurvato e con padiglione di forma tondeggiante) è un oboe contralto la cui estensione è una quinta sotto quella dell'oboe. Non va confuso con l'oboe da caccia utilizzato da Johann Sebastian Bach. L'oboe d'amore, inventato intorno al 1720 e anch'esso usato da Bach, è intonato una terza sotto l'oboe. Lo heckelphone (inventato nel 1904) è un oboe baritono, di un'ottava più basso dell'oboe. Il termine oboe viene inoltre riferito generalmente a qualsiasi strumento ad ancia doppia, come ad alcuni strumenti tradizionali europei (ad esempio la zurla dei Balcani), oppure all'aulos dell'antica Grecia, o all'indiano agasvaram, e al giapponese hichiriki.

Il Sax Soprano
Il Sax Contralto
Il Sax Tenore
Il Sax Baritono

Strumento musicale a fiato ad ancia ideato attorno al 1840 dal costruttore di strumenti belga Adolphe Sax. Il sassofono combina nella sua costituzione l'ancia semplice e il bocchino del clarinetto con un corpo metallico e con la forma conica, in versione ampliata, del tubo dell'oboe. Il corpo presenta venti fori, coperti da calottine, che si possono aprire e chiudere a gruppi tramite sei tasti, o chiavi, azionati da indice, anulare e medio di ciascuna mano. Altri due fori, detti portavoce, vengono usati per produrre note di un'ottava superiore o inferiore a quella della gamma normale. La maggior parte dei componenti della famiglia dei sassofoni ha l'estremità ricurva come quella del clarinetto basso; altri, come il soprano, hanno forma diritta a somiglianza del clarinetto standard.
I sassofoni più comuni sono il Soprano, il Contralto, il Tenore e il Baritono. Sono tutti dotati  di un'estensione di circa due ottave e mezzo. La qualità timbrica va dal dolce, flautato e morbido, al freddo e metallico. Il sassofono fu introdotto per la prima volta nell'orchestra sinfonica nel 1844, e per lo strumento sono state scritte occasionalmente parti orchestrali, per esempio dai francesi Hector Berlioz e Georges Bizet. Anche il compositore tedesco Richard Strauss utilizzò un quartetto di sassofoni nella sua Symphonia Domestica (1903). Tra le composizioni in cui il sassofono compare come solista accompagnato dall'orchestra si possono ricordare la Rapsodia di Claude Debussy e una Fantasia per sassofono e orchestra (1948) di Heitor Villa-Lobos. Nelle bande militari, i sassofoni abitualmente prendono il posto dei clarinetti. Lo strumento guadagnò una particolare popolarità negli Stati Uniti, dove fu associato specialmente con lo sviluppo del jazz. Tra i maggiori sassofonisti jazz sono Sidney Bechet (soprano); Charlie Parker (alto); Lester Young, John Coltrane e Coleman Hawkins (tenore); Gerry Mulligan.

La Cornetta

Strumento a fiato in ottone, sviluppato verso la metà del XIX secolo, quando furono aggiunti i pistoni al corno da posta a spirale. Fino al tardo XIX secolo fu uno strumento assai popolare, utilizzato anche in orchestra e da virtuosi. In seguito la tromba a pistoni prese il sopravvento e la cornetta rimase in uso nelle bande. La cornetta possiede tre pistoni, una cameratura mediamente conica e un bocchino profondo e a forma di imbuto, a differenza della tromba che ha tubo cilindrico, bocchino a tazza e un timbro meno vellutato. La cornetta è solitamente intonata in si bemolle, con un ambito che si estende dal mi sotto il do al secondo si bemolle sopra il do centrale. Esistono anche modelli costruiti in do, la, e mi bemolle. La musica è scritta per tutte le taglie come se fossero intonate in do. In questo modo, su una cornetta in si bemolle, il suono reale si bemolle è scritto come se fosse un do. Molto usata nel jazz, la cornetta è legata in modo indissolubile al nome di Louis Armstrong.

La Tromba

Strumento in ottone che produce il suo suono grazie alla vibrazione provocata dalle labbra del musicista contro il bocchino a tazza dello strumento. Nella famiglia della tromba trovano posto sia quelli derivati da corni di animali, sia gli strumenti con cameratura più o meno cilindrica. In molte culture sono presenti trombe costruite con grandi conchiglie usate come strumenti rituali. Trombe in argento e in bronzo con tubi lunghi e diritti, cameratura conica e campana allargata furono particolarmente diffuse nell'antico Egitto e ricordano altri strumenti, come la Hasosra ebraica, la tuba romana e la Salpinx greca.
La tromba lunga e diritta detta buccina fu rimpiazzata in Europa da una versione più corta intorno al 1300. Verso il 1400 si cominciarono a costruire trombe con tubo ripiegato; in seguito, intorno al 1500 fu piegato seguendo il disegno di una specie di cappio allungato. È in quest'ultima forma, costruita in ottone o argento, che la tromba viene utilizzata in orchestra fino al 1800. La stretta cameratura cilindrica dà allo strumento un timbro brillante, ma le sue note sono limitate alla serie degli armonici della nota fondamentale emessa, determinata dalla lunghezza dello strumento stesso. I costruttori di strumenti degli inizi dell'Ottocento cominciarono a progettare uno strumento in grado di realizzare l'intera scala cromatica. Un'invenzione che non ebbe lunga vita fu un meccanismo a chiavi per aprire e chiudere i fori di apertura disposti lungo il tubo. Fu intorno al 1820 che furono aggiunti i pistoni. L'apertura delle valvole tramite l'azione dei pistoni permetteva di aumentare la lunghezza del tubo, aggiungendo un ulteriore suono fondamentale e i relativi armonici.
La Tromba moderna possiede tre pistoni e un tubo parzialmente cilindrico e parzialmente conico. Solitamente utilizzata oggi nell'ambito dell'orchestra è tagliata in si bemolle, e ha un'estensione di circa tre ottave a partire dal mi (mi sotto al do centrale). Vengono regolarmente utilizzati altri modelli di tromba, tagliati in do, re, mi bemolle, fa, e in si bemolle (un'ottava sopra alla tromba di cui abbiamo parlato precedentemente), sia nell'ambito della musica contemporanea per realizzare alcune composizioni di maestri del passato come il Concerto brandeburghese n. 2 e la Messa in si minore di Johann Sebastian Bach. La tromba bassa, intonata un'ottava sotto alla tromba standard in si bemolle ma anche in si o in do, fu introdotta in orchestra da Richard Wagner nella tetralogia dell'Anello del Nibelungo. La tromba è uno strumento traspositore, sicché tutte le taglie dello strumento leggono come se il loro strumento fosse intonato in do (quindi una nota che sulla pagina è scritta come un do suona come un si bemolle in una tromba in si bemolle). Questo sistema di scrittura permette agli esecutori di cambiare con grande facilità gli strumenti senza dover cambiare ogni volta diteggiatura. Di timbro limpido e squillante, generalmente impiegata per ottenere effetti solenni ed eroici, le sue risorse espressive sono state straordinariamente ampliate con l'avvento del jazz, che ne ha inoltre prospettato un uso virtuosistico prima impensato.
La sonorità della Tromba può essere modificata mediante l'impiego di vari tipi di sordina.

Il Trombone

Strumento aerofono in ottone a canna ricurva e bocchino a tazza; possiede una cameratura cilindrica per due terzi e conica nell’ultima parte, e un meccanismo a coulisse che permette l’allungamento della canna. Le origini del Trombone risalgono al XV secolo. Lo strumento fu sviluppato a partire dalla tromba e fu costruito fin da subito in diverse taglie: contralto, tenore e basso. Se si escludono il minore spessore del metallo e la campana più stretta, che donavano al trombone un suono più dolce e mellifluo, gli strumenti antichi non differiscono poi molto da quelli moderni. Con il nome di sackbut (in spagnolo sacabuche), fu uno strumento assai utilizzato nella musica da camera e da chiesa. Il trombone che potremmo definire antico cominciò il suo declino intorno all’anno 1700. Rimase però in uso nelle bande municipali; entrò a far parte delle bande militari solo nel tardo Settecento, nel momento in cui subì anche la modifica della morfologia della campana, che si allargò notevolmente fino a raggiungere le dimensioni mantenute ancor oggi. Nel corso del XIX secolo furono anche introdotti strumenti con pistoni e valvole, ma il timbro di questi strumenti risultò assai meno interessante di quello dei tromboni a coulisse.
Il Trombone tenore in si bemolle produce, con la coulisse completamente chiusa, il terzo si bemolle sotto il do centrale e di conseguenza tutti gli armonici naturali che possono essere prodotti avendo come fondamentale questa nota. La coulisse può essere tirata in sei ulteriori posizioni fondamentali, che forniscono via via un armonico di base sempre più grave (o pedale) per costruire altre successioni di note. L’ambito si estende dal secondo mi sotto il do centrale al si bemolle sopra al do centrale; inoltre vanno calcolate quattro note di pedale (si bemolle, la, la bemolle, sol; gli armonici prodotti sopra un’ulteriore nota di pedale, che fa scendere il trombone fino al mi grave, sono estremamente difficili da produrre). In orchestra viene utilizzato anche un trombone basso in fa, a volte sostituito da un trombone basso/tenore in si bemolle/fa. Fra le prime composizioni orchestrali a includere parti per il trombone cosiddetto moderno, possiamo includere il Don Giovanni (1787) di Mozart e la Quinta sinfonia di Beethoven (1808). Il trombone trovò posto stabilmente in orchestra soltanto a partire dal 1850.

Il Corno

Classe di strumenti a fiato con apertura conica, dal corpo metallico o ricavato direttamente da un corno animale. Il suono in questi strumenti viene prodotto grazie alla vibrazione delle labbra contro l’imboccatura, così come avviene nella tromba. Corni animali che producono una o due note sono diffusi fin da tempi remotissimi in numerose culture. In questa categoria possono essere inclusi i corni da caccia medievali, i corni reali africani in avorio, il cornu, e l’ebraico shofar. Molti di questi strumenti furono in seguito costruiti in metallo e dettero vita a corni come il lur dell’antica Scandinavia. Altri strumenti assimilabili a questa categoria sono l’Alphorn, il bugle, la cornetta e il cornetto rinascimentale, un "corno" in legno con fori d’apertura sul tubo.
Il Corno da orchestra fu utilizzato a partire dal 1650 circa: si tratta di una versione di maggiori dimensioni degli strumenti precedentemente costruiti, fornito di un tubo ritorto secondo un disegno circolare. Il corno da caccia, introdotto in orchestra nei primi anni del Settecento, poteva eseguire dodici note derivate dalla serie degli armonici naturali. Il Corno ottenne una maggiore flessibilità intorno al 1750 con una nuova tecnica: introducendo la mano nel padiglione era possibile alterare l’altezza dei suoni fino a ottenere un tono intero. Nonostante questa innovazione fu necessario aggiungere allo strumento nuove sezioni di tubo, dette ritorte, per poter agevolmente suonare in un maggior numero di tonalità. Fu l’invenzione dei pistoni agli inizi del XIX secolo a rivoluzionare il corno. L’esecutore poteva infatti modificare la lunghezza del tubo vibrante semplicemente muovendo un dito. Un corno tagliato nella scala di Fa maggiore con tre pistoni può produrre una scala cromatica completa dell’estensione di tre ottave, partendo dal Si sotto alla chiave di basso (notato una quinta sopra). La tecnica dell’introduzione della mano nel padiglione è oggi utilizzata dagli esecutori per ottenere effetti espressivi modificando il timbro dello strumento.
Il moderno Corno in Fa ha tre pistoni, un canneggio circolare che termina da un lato con una svasatura a campana e dall’altro con un bocchino a imbuto che dà al corno il suo caratteristico timbro soffice e mellifluo. Il corno doppio in Fa e in Si-bemolle fu introdotto intorno al 1900. Molte orchestre moderne comprendono nell’organico quattro corni.

Il Flicorno



Flicorno Sopranino

Flicorno Soprano

Flicorno Contralto

Flicorno Tenore

Flicorno Baritono

Flicorno Basso

Flicorno Contrabasso

Il Sousafono

Nel 1810 l'inglese Halliday fabbricò una Tromba a sei chiavi e le dette il nome di Bugle-Horn.
Questo strumento ebbe varie modificazioni e prese successivamente i nomi di Bugle e di Corno a chiave.
Nacque verso il 1825 in forme analoghe in Francia e in Austria, passando poi in Germania, in Inghilterra e in Italia.
Ha il bocchino a forma di tazza come quello della Tromba e del Trombone, ma a differenza di questi, che hanno il tubo quasi integralmente cilindrico, esso ha un tubo conico come quello del Corno, terminante in una campana piuttosto ampia.
Il suo suono risulta pertanto intermedio tra quello della Tromba e quello del Trombone (del quale è meno incisivo) e quello del Corno (del quale è più potente e corposo).
La prima serie completa, dal Soprano al Contrabbasso, fu presentata nel 1843 da Adoph Sax che la chiamò famiglia dei Sax Horns, in seguito giunsero al nome attuale di Flicorno. Esistono Flicorni di molte tonalità, ma per la Banda si adoperano i seguenti:

  • Flicorno Sopranino - E' accordato nella tonalità di Mib, si presta benissimo al canto, tanto che nelle trascrizioni bandistiche di brani lirici gli viene affidata la parte del Soprano vocale.
  • Flicorno Soprano - E' accordato nella tonalità di Sib, benché questo strumento si chiami soprano e sia tale veramente in relazione alle espressioni della famiglia, le sue caratteristiche non corrispondono alla parte vocale.
    Considerato come strumento solista, il registro che più gli si adatta è quello del Mezzo-Soprano. Questo strumento può eseguire passi di agilità; nelle brass-band i Flicorni Soprani sono considerati come i Clarinetti della Banda e i Violini dell'Orchestra; rappresentano cioè la base.
  • Flicorno Contralto - E' accordato nella tonalità di Mib, in Italia è più conosciuto sotto il nome di Genis (dal nome del suo inventore) o Clavicorno.
    Il registro del Flicorno Contralto corrisponde esattamente alla voce del Contralto e questo strumento deve considerarsi il vero Contralto della famiglia.
    Pur potendo eseguire parti cantabili, è generalmente adoperato per riprodurre armonie e accompagnamenti in controtempo.
    Wagner usò due Tenor-Tuben in Es nella Tetralogia, che corrispondono a due Flicorni Contralti a quattro pistoni.
  • Flicorno tenore, baritono, basso - Sono tre elementi della famiglia accordati al medesimo Diapason.
    Se si misura lo sviluppo del loro canneggio, lo si trova uguale per tutti e tre.
    La differenza consiste nel diametro, che offre maggiore o minore facilità di risalire agli acuti o discendere nei gravi.
    Ognuno dei registri di questi strumenti corrisponde al registro vocale.
    Questi strumenti sono essenzialmente cantabili e sono insostituibili per eseguire le parti del cosiddetto controcanto.
    Il flicorno tenore (dal canneggio più sottile e maggiormente cilindrico, di norma con solo tre pistoni) sale facilmente verso il registro acuto ed ha un suono più chiaro e squillante, simile al trombone tenore: per questo suonava spesso le melodie del tenore lirico nelle trascrizioni di arie d'opera. Oggi è rivalutato insieme al flicorno baritono. Il flicorno baritono, conosciuto popolarmente in Italia anche col nome di Bombardino (termine che in Spagna viene usato per indicare il flicorno tenore), è uno strumento dal timbro scuro e dolce, ideale per linee cantabili nel registro medio-grave ma anche come strumento armonico e di accompagnamento. Il Flicorno Basso è conosciuto sotto il nome di Eufonio ed è dotato di un quarto pistone che lo arricchisce di 5 nuove posizioni.
  • Flicorno Basso Grave Fa/Mib e Contrabasso
    Il Flicorno Basso Grave in Fa (conosciuto anche in Italia con il nome di Pelittone), il Flicorno Basso Grave in Mib ed il Flicorno Contrabbasso in Sib (conosciuto anche in Italia col nome di Bombardone) o Do sono fondamentali per sostenere la linea del basso, sono gli strumenti più gravi della famiglia. Possiedono una larga cameratura conica, da quattro a sei pistoni (che aiutano molto l'intonazione oltre ad aumentare l'estensione verso il grave), imboccatura profonda a tazza, corpo e disposizione dei tubi verticale e ampio padiglione aperto verso l'alto, hanno un'estensione di oltre tre ottave e sono anche chiamati, impropriamente, tube basse e contrabbasse. La tuba fu brevettata nel 1835 dal maestro di banda prussiano Friedrich Wilhelm Wieprecht e dal costruttore tedesco Johann Gottfried Moritz e fu il risultato delle ricerche per la creazione di uno strumento grave della famiglia degli ottoni fornito di chiavi e pistoni. La scoperta delle altre tube in Italia è dovuta molto al virtuoso statunitense Roger Bobo, che ha tenuto numerosi corsi in Italia. La tuba è stata utilizzata nelle orchestre a partire dal 1836, ha avuto una propria letteratura solistica (W. Williams, Jacobs, Lebedjef) ed è entrata a far parte delle formazioni di ottoni e jazz (in sostituzione del contrabbasso). Nella tradizione bandistica italiana è molto usata sia la tuba (flicorno basso) in Mib, sia la tuba in Sib (flicorno contrabbasso) . Fra i predecessori della tuba possiamo annoverare il serpentone (strumento grave a forma di S con bocchino a tazza, corpo in legno e fori di diteggiatura) e l'oficleide (un corno basso con chiavi aggiunte). La tuba bassa che ha il canneggio non verticale ma avvolto a spirale prende il nome di helicon; una variante di questo strumento è il Sousafono, che possiede un gigantesco padiglione mobile aggiunto allo strumento su suggerimento del maestro di banda statunitense John Philipp Sousa (da cui il nome). Il Sousafono (o susafono) normalmente non è classificato come flicorno. Altra variante sono le tube wagneriane. Sono strumenti con quattro pistoni e una larga cameratura, ideati per Richard Wagner. Il compositore li fece costruire appositamente desiderando un timbro simile a quello del corno ma in una regione ancora più grave per donare un colore particolare ad alcune sezioni della tetralogia dell'Anello del Nibelungo.

    Tabella comparativa nomenclatura flicorni

    italiana

    inglese

    Flicorno Sopranino Mib

    Eb Flugel Horn

    Flicorno Soprano Sib

    Bb Flugelhorn

    Flicorno Contralto Mib

    Eb Alto (negli USA è Althorn)

    Flicorno Tenore

    Bb Tenorhorn (Baritone)

    Flicorno Baritono

    Euphonium

    Flicorno Basso Grave Fa/Mib

    Tubas F/Eb

    Flicorno Contrabbasso

    Tubas Bb

  • La Grancassa

    Strumento a percussione, a suono indeterminato, formato da una cassa cilindrica di legno alle cui estremità sono poste due membrane in pelle di montone mantenute in tensione per mezzo di tiranti a vite. (Su una delle due facce sono tese trasversalmente due corde di minugia che, vibrando, ne ravvivano la risonanza.)
    La Grancassa si suona con apposita mazza a semplice o doppia testa sferica, ricoperta di feltro, sughero o pelle, o anche, per ottenere particolari effetti, con le bacchette da timpano; viene appoggiata sopra un cavalletto o, nelle bande, sospesa per mezzo di due cinghie alle spalle dell'esecutore, che può così suonarla camminando.

    I Piatti

    Strumento a percussione costituito da un sottile disco, di solito in bronzo, di forma concava.
    Può essere suonato in coppia, percossi uno contro l'altro, oppure singolarmente colpito da bacchette di vario spessore; produce un suono di altezza indeterminata e di durata variabile. I piatti possiedono generalmente un manico di cuoio con cui li si impugna; nell'ambito della musica leggera sono di solito retti da un sostegno e suonati con l'ausilio di un pedale che consente di percuoterli meccanicamente, oppure utilizzando bacchette o spazzole di diversa durezza e dimensione. La presenza dei piatti, usati nelle cerimonie religiose sin dall'antichità, è documentata in Europa almeno dal periodo medievale. Nel corso del XVIII secolo la loro notorietà crebbe sulla scia della moda della musica militare turca, e in seguito entrarono a far parte stabilmente dell'orchestra. La costruzione dei piatti è divenuta tradizionale appannaggio della Turchia e della Cina. Questi strumenti si differenziarono soprattutto per le dimensioni della cupola centrale, che può essere molto pronunciata o appena accennata. Nell'antichità erano diffusi anche dei piccoli piatti digitali (cimbali) che producevano un suono assai simile a quello di una campanella.

    Il Rullante

    La cassa del rullante è costruita generalmente in legno o metallo ed è dotata di due membrane, una per ogni estremità. Ogni membrana, di pelle o di plastica é fissata a due cerchi, i più esterni dei quali sono collegati con delle viti situate nella parte superiore del cerchio che permettono di regolarne la tensione. Internamente, tese sulla pelle inferiore, ci sono un certo numero di corde metalliche che vibrano quando la membrana superiore viene percossa. Come per la grancassa, viene sospeso per mezzo di una cinghie alle spalle dell'esecutore, che può così suonarlo camminando.

    La Batteria

    Gruppo di strumenti detti "a percussione", che costituisce una delle sezioni che formano l'orchestra. Tamburi, grancassa, tam-tam o gong, piatti, tamburo basco, castagnette, crotali, ecc. producono suoni indeterminati (cioè di altezza non chiaramente definita). Timpani, celesta, xilofoni, campane, ecc. producono invece suoni determinati. Tutti questi strumenti, percossi con bacchette di legno e di metallo o con mazzuoli, servono a sottolineare gli accenti, i ritmi o le cadenze. La batteria tipica del jazz è composta di una grancassa, di una cassa chiara, di uno o due tamburi muti, piatti fissi e piatti sovrapposti azionati da un pedale.